Approfondimenti

Omosessualità in Olanda

L’Olanda e’ probabilmente il paese piu’ evoluto e con le migliori condizioni di vita al mondo per la comunita’ omosessuale. La sua politica di tolleranza e’ conosciuta in tutto il mondo ed e’ stato il primo paese ad officiare matrimoni tra coppie dello stesso sesso e a promulgare numerose leggi specificatamente dirette ad equiparare i diritti di coppie omosessuali ed eterosessuali.

Amsterdam e’ senz’altro la citta’ dove tutto questo e’ piu’ evidente. E’ infatti principalmente qui e in poche altre grandi citta’ dove la maggiorparte della comunita’ gay vive: altre regioni dell’Olanda invece, soprattutto il sud del paese, non sono altrettanto aperte e progressiste. La capitale e’ cosi’ famosa per via dei numerosi caffe’, hotels e ristoranti apertamente “gay friendly” con tanto di bandiera arcobaleno all’ingresso, nonche’ per la sua vibrante vita notturna con locali che offrono una vasta e variegata programmazione.
Non sempre pero’ e’ tutto oro cio’ che luccica e a ben guardare non e’ poi cosi’ difficile trovare che episodi di intolleranza accadono anche nell’evoluta Olanda.

La prima legalizzazione delle relazioni omosessuali tra adulti consenzienti si ebbe con l’invasione della Francia e l’instaurazione del Codice Napoleonico. Quando l’Olanda riconquisto’ la sua indipendenza nel 1813, queste leggi rimasero inalterate e le autorita’ decisero di non criminalizzare di nuovo l’omosessualita’.
Le prime discriminazioni del XX secolo si verificarono nel 1911 quando i partiti politici di ispirazione cristiana decisero di innalzare da 16 a 21 anni l’eta’ del consenso per i rapporti omosessuali mentre restava invece invariata (16 anni) quella relativa ai rapporti eterosessuali. Assieme a questa legge ne vennero promulgate altre contro la “pubblica indecenza”, spesso pensate ed intese appositamente contro gli omosessuali.
La forte opposizione che si sollevo’ contro questi decreti fu spazzata via dall’aprirsi del secondo conflitto mondiale: le varie organizzazioni furono chiuse ed entrarono in vigore le leggi tedesche che proibivano espressamente l’omosessualita’.
Anche dopo la fine della guerra si dovette attendere fino agli anni ’70 quando, sull’onda delle estese liberalizzazioni e politiche di tolleranza si assistette ad un piu’ radicale cambio di atteggiamento.
Si dovette pero’ attendere fino al 1993 per vedere i risultati di questi cambiamenti prendere forma su un piano piu’ strettamente legale: fu allora che il Parlamento promulgo’ la “legge sugli uguali diritti” che includeva l’orientamento sessuale nelle categorie che non possono essere fatte oggetto di discriminazione.

Nel 1998 fu emanata la legge sulla convivenza domestica, ideata come alternativa al matrimonio per le coppie omosessuali, ma che trovo’ ampio consenso anche tra le coppie eterosessuali, tanto da costituire oggi ben un terzo del totale delle unioni.

Gia’ dalla meta’ degli anni ’80 un gruppo di attivisti omosessuali capeggiati da Henk Krol (ora direttore nel diffusissimo giornale “Gay Krant”) chiese al governo di permettere i matrimoni tra coppie dello stesso sesso. Il Parlamento decise nel 1995 di creare una Commissione per investigare sulle possibilita’ di attuazione della proposta: favoriti dal fatto che per la prima volta nella storia della democrazia olandese i Democratici Cristiani non facevano parte della coalizione al governo, la Commissione si espresse in termini favorevoli verso la proposta e dopo un periodo di discussioni e di tempi tecnici, la Camera Alta approvo’ la legge nel dicembre del 2000 con 109 voti a favore e 33 contrari. I primi matrimoni vennero celebrati nell’aprile dell’anno successivo.

Bisogna comunque notare che nonostante i partiti politici di ispirazione cristiana piu’ conservatori si oppongano vivamente ai matrimoni omosessuali, almeno per il momento non hanno pero’ espresso il desiderio di far revocare la legge, riconoscendovi  riflessa una consistente base sociale e quindi un’esistenza “de facto” che va rispettata. Quest’atteggiamento puo’ essere considerato piuttosto conservatore per gli standards olandesi, ma e’ senz’altro progressista se paragonato a molti altri paesi europei.
In Olanda, secondo la legislazione vigente, le coppie omosessuali hanno gli stessi diritti e doveri delle coppie eterosessuali, anche in materia di adozione. Rimangono soltanto alcune discrepanze che il governo si e’ impegnato a rimuovere per garantire la totale parita’ dei diritti.
Per poter contrarre il matrimonio, almeno uno dei due partner deve essere di nazionalita’ olandese o risiedere legalmente in Olanda. Non c’e’ alcuna garanzia che i matrimoni vengano riconosciuti da altri paesi: verosimilmente lo saranno solo da quei paesi che riconoscono le unioni civili tra coppie dello stesso sesso.
Attualmente i matrimoni omosessuali costituisco il 3% circa del numero totale dei matrimoni celebrati.
Nonostante l’Olanda abbia il tasso piu’ alto di accettazione e supporto verso gli omosessuali tra i vari paesi dell’Unione Europea (con l’82%), negli ultimi anni si e’ assistito ad un inquietante aumento dell’intolleranza verso gli omosessuali che senz’altro contraddice l’immagine e la reputazione di accettazione e tolleranza di cui l’Olanda gode nel mondo.

Da uno studio molto approfondito promosso dall’Universita’ di Amsterdam e condotto solo lo scorso anno, e’ emerso che negli ultimi anni si e’ verificato un preoccupante aumento dell’ostilita’ verso gli omosessuali le cui piu’ spiacevoli  manifestazioni includono non infrequenti episodi di violenza verbale e, in casi piu’ estremi, persino vere e proprie aggressioni. Episodi di scherno sono estremamente frequenti in scuole, luoghi di lavoro e associazioni sportive.

Quest’inversione di marcia e’ in parte dovuta alle ondate migratorie degli ultimi decenni e al conseguente incremento della popolazione conservatrice islamica che attualmente oppone le critiche e gli attacchi piu’ feroci alla comunita’ gay.
Il suddetto studio dimostra come a dispetto della larga accettazione espressa, l’atteggiamento degli intervistati mutasse sensibilmente quando confrontati con un’esperienza piu’ personale e diretta. L’accettazione quindi rimane sempre piu’confinata ad un’idea lontana ed astratta e sempre meno collegata alle persone in carne ed ossa che si incontrano nella vita reale quotidiana.

Articolo di Silvia Baldi

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